lunedì 5 dicembre 2016

Tommy Emmanuel: un mago che viene dall' Australia.




Tommy Emmanuel si distingue al mondo per il suo essere virtuoso in campo acustico. Noto sia per la sua tecnica del fingerpicking che per la composizione melodica dei suoi pezzi. Per dimostrare la grandezza di questo chitarrista Australiano, basta ascoltare poco più di qualche suo live per rimanere letteralmente abbagliati dal fascino della sua sei corde e dal suo modo di suonare. Questa volta, non voglio soffermarmi troppo riguardo i suoi dischi, le sue produzioni o la sua strumentazione. I suoi Brani, sono una miscela di armonici e fraseggi di varie influenze blues, country, folk, swing. è bello vedere, notare ed apprezzare tutta questa passione sullo strumento e sopratutto è da tenere in cosiderazione la padronanza tecnica con cui gestisce il manico della chitarra. Con Tommy Emmanuel abbiamo un'orchestra solista concentrata in due mani. Personalmente trovo che ogni suo live sia ricco di entusiasmo, genuinità e positività, che si materializza nel feeling instaurato tra strumento e artista. Quello che più mi stupisce è la sua naturalezza che genera un viaggio all'interno di epoche, stili, tradizioni, rendendo tutto cosi estremamente delicato e personale, spingendo l'ascoltatore ad intraprendere un viaggio più unico che raro. Diciamo che Tommy Emmanuel vanta una carriera lunga di quaranta e passa anni e durante questo percorso è importante specificare anche le collaborazioni e gli artisti con cui ha suonato. Tra i nomi emergono Eric Clapton, Tina Turner, Larry Carlton, Cliff Richard, Michael Bolton, Dodi Battaglia.
C'è da dire che i suoi sorprendenti live, lo hanno consacrato tra i chitarristi più in voga del momento. Sempre sorridente ed estremamente salutista, grazie al suo inestimabile talento, è riuscito a conquistare il pubblico di tutto il mondo. Non si può non rimanere folgorati dall'ascolto di cosi tanta bellezza!!!!! Come dichiarato da sue varie interviste rilasciate negli anna passati, il groove è l'elemento più importante. Tramite questo fattore, il chitarrista cerca di riprodurre il suono di una band, tra l'altro va sottolineato il fatto che sia anche un percussionista professionista, visto e considerato i ritmi che esegue sul corpo dello strumento. è veramente incredibile il modo con cui riesce a comunicare grazie alla sua padronanza della sei corde, con la tecnica da esso adoperata. Il fingerstyle, usato dal chitarrista, permette di suonare melodie, basso e ritmica, rendendo il pollice indipendente dalle altre dita. Attualmente a parer mio è il RE indiscusso della chitarra acustica e per dimostrarlo basta ascoltare pezzi come "moon river", "angeline", "blind black man", "mombasa". La cosa bella di tutto ciò è che Tommy è sia autore che esecutore. Credo che attualmente di talenti cosi grandi ce ne sono veramente pochi che sappiano dosare i tre ingredienti di tecnica, gusto e armonia. Con Tommy Emmanuel, non si fa molto caso alla tecnica che esprime, ma si nota l'espressività, la dinamica e sopratutto il tocco. Elementi che danno una marcia in più a questa grande opera d'arte vivente chiamata TOMMY EMMANUEL.



Scheda Tecnica: 

  *Chitarre.
- Due Maton custom shop EBG808 a corpo piccolo. 
- Una Maton Te1 cutaway dreadnought.  

*Amplificatore. 

- Aer Compact 60. 

*accordatore Korg dtr racktuner 
D.I. Audiotech.





lunedì 21 novembre 2016

Nick Drake Il genio silenzioso della sei corde.

è sempre difficile scrivere e parlare di Nick Drake. Anzi spesso non occorre nemmeno parlarne troppo, basta soltanto immergersi nella sua musica per capire la sua vera grandezza. La prima volta che ascoltai la sua "Pink Moon" rimasi letteralmente folgorato da tanta bellezza. Come tutte le cose migliori, Nick Drake per me  arrivò di sorpresa, appresi il suo nome nel 2002 quando lessi su di lui un trafiletto di giornale riguardo una classifica di "Rolling stone". è logico che non capita tutti i giorni di accendere la radio o la televisione, digitare un canale ed ascoltare uno dei suoi delicatissimi pezzi composti da chitarra e voce. Le sue canzoni, sono melodie create da un filo di voce e da una chitarra acustica che si immerge all'interno di un mare di arpeggi. Drake nella storia della musica viene spesso citato da molti artisti come punto di svolta e di forte ispirazione. La sua triste vicenda, è stata sempre motivo di fascino per chiunque si fosse avvicinato alla storia del cantautore. Il suo carattere chiuso e timido sarà una delle cause principali legate al lato discografico commerciale nell'aver venduto poche copie. Ciò lo dimostra l'uscita del suo primo disco "Five leaves left", dove Drake non rilascia interviste e non si esibisce quasi mai dal vivo, ma tolto il lato commerciale, non si mette in discussione la bellezza contenuta all'interno. Un'opera che apre il mondo del cantante, poeta e chitarrista. Un mondo fatto di nostalgia, tristezza, paure esistenziali e paesaggi bucolici, in cui emerge anche il fantasma della solitudine. 
Il disco si apre con "Time is told me", un pezzo di un forte pulito in cui emerge il fingerpicking della sua chitarra acustica. In questo pezzo Drake parla del suo desiderio di fuga e cambiamento all'interno di una pacatezza che è forte e profonda come un'oceano. 
Dai suoi brani emerge un'anima fragile e inquieta che da vita ad una produzione artistica senza precedenti orientata a scappare da una società dei consumi sempre più rigida e spietata. Drake è il padre di tutta quella musica Folk e Pop di atmosfere intime, è un solitario che non segue le logiche del mercato, infatti personalmente lo definisco come "il genio più invisibile della storia della musica". Le sue canzoni sono un capolavoro senza tempo, esso proponeva un'immagine raffinata del suo essere cantautore, tant' è vero che i suoi testi sembano ispirati dalla letteratura dei poeti Romantici, essi esprimono quei sentimenti d'intimità come: desiderio, amore e identità. Da notare il suo stile minimale, chitarra e voce, lo sperimentare l'uso di accordature aperte nella sei corde. In questo caso, l'utilizzo delle accordature aperte, conferiva alle canzoni una sonorità più eterea, una scelta molto originale dato il periodo storico di cui parliamo. Dico chiaramente che fino i giorni nostri, la figura di Nick Drake è ancora studiata in ambito chitarristico per via delle sue originali accordature. Unico per la perfetta armonia delle sue canzoni come fonte inesauribile di emozioni per la bellezza dell'interpretazione dei suoi pezzi. Dentro al suo essere solitario, vi è l'espressione del messaggio universale riguardo la felicità per le piccole cose, la meraviglia difronte lo spettacolo della natura, il creato, la nostalgia del passato, la meraviglia di un sorriso inaspettato, la passione, l'amore, il rimpianto. Nelle sue canzoni, c'è un cuore che batte, c'è un richiamo alla vita vera, una continua riflessione che rispecchia l'etica di noi stessi. Nel mondo della chitarra acustica Nick Drake è considerato un'"icona", già il fatto di sperimentare e cambiare accordature per ogni pezzo lo rende inimitabile. Con ciò è importante mettere in evidenza che ogni accordatura usata, era stata creata di sana pianta dallo stesso. Questo fattore, permise a Drake di uscire dai canoni musicali dell'epoca, la chitarra, era più usata come un pianoforte piuttosto che una sei corde. Resta il fatto che a parer mio, rimane il padre dei moderni chitarristi acustici. Oggi giorno possiamo soltanto ammirare la luce di un talento unico nel suo stile e nel suo modo non conforme di suonare e concepire il lato musicale. In vita compose solo tre album "Fives leaves left", "Bryter Layter", ed infine il suo capolavoro "Pink Moon", per tutto il resto era semplicemente Nick Drake. Un diamante unico e raro. 

lunedì 25 aprile 2016

Robert Alan Krieger la chitarra storica dei The Doors



 
Premesso che tutto ciò che scrivo, è a tal riguardo di natura soggettiva, visto che parlo esclusivamente di quelli che sono i miei musicisti preferiti. In questa mia recensione, questa volta, parlerò di Robert Alan Krieger, lo storico chitarrista dei The Doors, o meglio ancora, di colui che io personalmente definisco una delle tante stelle splendenti di tutta la storia della musica e nel caso specifico inerente alla storia della chitarra. Krieger fa parte di quella che storicamente fu una super band. Sopratutto quando si parla di personaggi come Jim Morrison, autore frontman, scrittore, poeta e cantante di testi poetici e visionari, protagonista di performance live infuocate dal carisma dello sciamano Rock. All'interno di questo contesto, vorrei mettere in luce il successo del gruppo che è l'elemento chiave dell'insieme globale che andremo ad analizzare. Il tutto si fonda sull'alchimia della composizione, che avviene musicalmente all'interno della band. In mezzo a tre legende come Morrison, Ray Manzarek e john Densmone, emerge quello che è il low profile di Robby Alan Krieger, chitarrista e autore di brani storici come "Light my fire", "Love me two times", "Love her Madly" e "Touch me", scritti per i The Doors all'età di 19 anni. Krieger, è noto a parer mio per la creazione di quelli che sono dei riff leggendari, come per esempio quello di Roadhouse blues, che con il suo personale approccio allo strumento ha accompagnato il gruppo all'interno di quei mondi sonori inesplorati che li differenziavano da tutte le altre band presenti sulla scena dell'epoca. Non c'è ombra di dubbio. In merito a quello che propongono, i Doors sono unici al mondo sotto svariati punti di vista: 1) Line up senza bassista, 2) Live estremi, testi oscuri, romantici e allo stesso tempo poetici, 3) suoni differenti (atipici per il periodo), 4) le divergenze di quattro personalità estremamente differenti sul versante artistico e caratteriale. Krieger, il più giovane a soli diciannove anni si crea una carriera da musicista professionista grazie al suo carattere umile, quel punto di forza che lo stesso Morrison metterà più volte in luce durante le interviste rilasciate. Detto ciò, la sua chitarra regalerà composizioni e sonorità davvero originali sotto ogni punto di vista. L'impostazione che esso mantiene è quella del chitarrista classico di flamenco, cosa fondamentale che lo renderà differente da tutti i chitarristi rock del periodo. Krieger spesso diceva sempre :<< Ho imparato a suonare quando ero nei Doors. Cercavo semplicemente di suonare con me stesso. Ho evitato di copiare Chuck Berry o BB King, perchè era quello che tutti stavano facendo. Ho cercato di trovare la parte giusta per la canzone che mi trovavo a fare e di suonare qualcosa che potesse completare il canto di Jim >>. Gia da queste dichiarazioni emerge il suo approccio personale nei riguardi della sei corde, infatti lo stesso guitar man, amava creare insolite improvvisazioni durante i live della band, attingendo alla fusione del jazz modale e del blues, visto che lo stesso jazz negli anni 50 si era trasformato da bebop a modale, ed era diventato in linea di massima come il rock'n'roll perchè presentava meno cambi di accordi. Questo fattore predominante, krieger lo aveva intuito molto bene per le dinamiche della sua chitarra all'interno dei pezzi.
  
Da notare l'assenza di un bassista, un decisivo elemento che portò ad integrare le linee melodiche della sua chitarra insieme alle linee di "basso" che venivano suonate dal piano di Manzarek. L'uso dello slide nelle mani di Robert diventa un vero e proprio effetto sotto tutti gli aspetti, e questo a parer mio lo dimostra il pezzo di "moonlight drive", in cui per l'appunto, non è suonato come lo utilizzavano i grandi bluesman del tempo, e ciò ce lo confermano le dichiarazioni che fece a tal riguardo:<< Penso che dipenda semplicemente dal fatto che non sò farlo correttamente!!!>>. Insomma, è inevitabile sostenere l'idea che il successo della musica dei The Doors porta tatuato il marchio di Robert Alan Krieger, un musicista, non un virtuoso, ma semplicemente un grande chitarrista da uno stile estremamente personale, ed allo stesso tempo autore di pezzi storici che ancora oggi fanno battere il cuore. Come d'altronde lo faranno certamente battere per tutta l'eternità. 

 

Scheda tecnica: 

Chitarre:  (krieger è utilizzerà molto quelle che sono le accordature aperte) 
1) Varie Gibson Sg........ Una delle sue Sg fu modificata da Vincle Treanor che tolse gli originali P 90, sostituendo essi con degli Humbucker. 
2) National del 58 
3) Gibson Les Paul del 1954 
4) Gibson 335 del 1968 
5) Chitarra classica Ramirez. 

Amplificatori: 
è da notare che Krieger utilizzerà degli ampli Fender valvolari durante il corso di tutta la sua carriera. (Sopratutto i modelli Twin Reverb e Hot Rod Deville). 

Effetti: 
 1) wah wah della Vox 
 2) Delay echo a nastro echoplex per la maggiore....( e altri modelli di delay sempre a nastro simili     all'echoplex). 
3) Gibson fuzz serie maestro. 
4) Gibson fuzz tone.
         

lunedì 28 dicembre 2015

Hiram Bullock Il chitarrista a piedi nudi


Hiram Bullock storico chitarrista del Dave Letterman show manifesta la sua presenza nel regno del jazz, blues, rock e funky. Talento indescrivibile che ha suonato con la maggior parte delle star della musica americana come jaco pastorius, miles davis, pat metheny, stevie ray vaugan etc etc tanto per citare qualche nome. Dopo aver ascoltato e riascoltato i suoi dischi ho sposato l'idea della critica made in u.s.a del tempo che definisce Bullock un chitarrista Rock con la testa jazz. Un session man di immenso spessore e presenza scenica che ha interpretato nelle migliori chiavi i concetti di rock e jazz al servizio di grandi artisti in situazioni live e studio senza tanti pregiudizi o fronzoli. è importante ricordare alcuni lavori in studio con sting, kenny loggins, Billy joel, Al Jarreau, gli Evans, Paul Simon, Harry Belafonte, Steely Dan, Bonnie Tyler, Marcus Miller ed il sassofonista David Sanborn. Con ciò i telespettatori degli stati uniti di una certa età lo ricorderanno come il "chitarrista a piedi nudi", noto per la sua popolarita all'interno dell'orchestra late nate with david letterman show sulla nbc. Ciò che rende grande Hiram bullock nel mondo della sei corde è il fatto che lui stesso abbia portato generi come blues, funky e rock all'interno di un contesto Jazz ed allo stesso tempo il Jazz lo ha portato all'interno di un contesto Rock; diciamo che questo è stato l'elemento portante che principalmente lo ha elogiato nella sua carriera.Nel 1980 Chiunque abbia sentito gli Evans renderà testimonianza dell'energia e dell'inventiva che lo stesso Bullock esprimeva. All'interno dello scenario americano, gli anni 80 sono stati il periodo di massimo splendore per i chitarristi versatili. In studio i grandi artisti pretendevano chitarristi che sapessero spazziare su tutti i generi pur mantendo la loro impronta ed il loro tocco, ed in questo versante non c'era nessuno meglio di Hiram Bullock nell'esprimere la propria personalità all'interno di molteplici stili. Per Hiram Bullock la chitarra era la sua voce, un prolungamento della sua anima, tant'è vero che lui stesso confessò che le sue note valevano più delle parole reali. Proprio in questi anni la figura di Bullock era ovunque, sul palco con la band di David Sanborn, in studio con Donald Fagen, in televisione con la band del Letterman show e nei club con gli Evans. Ogni situazione era diversa richiedendo a sua volta delle doti tecniche specifiche. La sua gavetta maggiore fu nel periodo universitario dove si esibi nei pub e night club della florida e sopratutto dove ebbe l'occasione di incontrare dei chitarristi come steve morse, pat metheny ed il bassista jaco Pastorius (leggenda delle quattro corde), che furono fondamentali per la sua crescità personale più come musicista che come chitarrista. La sua grande energia insieme alla costante fusione di stili, sono stati gli elementi portanti che hanno evocato il suo modo di suonare, esaltando dei live di puro spettacolo che portavano al loro interno un suono che era frutto di una accurata ricerca di effetti, basata principalmente sull'utilizzo del chorus e del compressore. Oltre a questo è importante evidenziare il fatto che è stato anche un ottimo arrangiatore e polistrumentista. Con ciò è importante dire che ben pochi sanno che collaborò per un progetto funky prodotto in italia I change di Mauro Malavasi in cui incise le parti di chitarra su alcuni album. Resta il fatto che nella storia della chitarra Hiram Bullock rappresenta colui che supera il confine di tutte le sperimentazioni che vanno dal blues, al rock, al funky al jazz. se ne è andato il 25 luglio del 2008 dopo aver lottato contro un cancro alla gola lasciando nella storia della chitarra un patrimonio immenso che conserva ancora le impronte dei suoi piedi e delle note emesse dal manico della sua strato. 

 Effetti:

venerdì 10 aprile 2015

John Frusciante......"icona" della musica moderna.




John Frusciante rappresenta la figura del chitarrista "icona" anni 90. Famoso al mondo per il successo plaentario avuto con i Red hot chili peppers e per le sue ritmiche funky/rock. Ciò che a parer mio contraddistingue Frusciante dal resto dei chitarristi del periodo è il suo gusto, il suo approccio allo strumento, il tutto è come se fosse un canto a due voci. Una figura carismatica fin dagli esordi dei giovani Red hot chili peppers, un chitarrista che ha contaminato le sonorità di una delle più importanti ed innovative Rock band che ci sia mai stata negli ultimi venti anni. Notevole nella creatività ed espressività che esso sprigiona durante i tuor della band, riesce infatti a creare un linguaggio musicale tutto suo, fatto di una chitarra ricca di energia che al suo interno miscela dal funky, al Punk, al rock blues hendrixiano. La forza di Frusciante non sta nella tecnica e nella pulizia, la sua forza emerge nell'essere diretto con il pubblico circostante, di tirar fuori note espressive capaci di colpire chi lo ascolta. Una chitarra complessa di ritimiche e fraseggi, ma al tempo stesso essenziale. Un percorso evolutivo ben dettagliato anchè dai progetti solisti. Detto questo, come non poter citare il suo primo album solista Niandra lades-usually just a t-shirt datato 1995, per questo album Frusciante si è servito soltanto di una chitarra, un registratore amatoriale e tanta passione. Più complesso il parto che il prodotto finito, cosi enunciava la critica di rolling stones del 1995, che aveva notato subito il genio di quel ragazzo che anchè da solista aveva realizzato un'album immenso ed elaborato anchè nella messa in luce di ballate acustiche e semiacustiche con influenze noise. All'interno di queste ballate vuole far emergere la figura del drogato, che non è una maschera, è la sofferenza della sua realtà, la messa in scena di un ragazzo all'esordio con il grande pubblico ed allo stesso tempo di un'uomo distrutto dalle sue dipendenze. Cosi Incomincia la sua vera discesa agli inferi, in cui Frusciante si allontanerà da tutto e tutti, passando dei giorni rinchiuso in casa tra alcool e droghe. Durante questa sua discesa, si allontanerà anchè dalla musica, infatti passerà un periodo della sua vita a dipingere, vivendo al tempo stesso di rendita, rapito dalla droga e dagli eccessi.

La chitarra per Frusciante è l'estensione della sua anima tormentata, john è un diamante fragile, pregiato, eclettico e al tempo stesso dipendente in toto dall'eroina che esplode totalmente negli anni novanta. Al suo rientro nei RHCP, john regala al mondo ed alla storia della musica dei pezzi divenuti commerciali di straordinaria bellezza, come la più conosciuta californication tanto per citarne una. Successivamente, nelle registrazioni di by the way, sostituirà Flea come mente compositiva nella creazione dei nuovi brani, dove al tempo stesso sperimenterà molto sugli effetti. Dopodiche, registrerà ancora un'altro album con i Red hot chili peppers e poi abbandonerà la band per una seconda volta, non ritenendoli più adatti nel poter esprimere il suo bisogno di ricerca artistica e spirituale. In questa decisione è ovvio che influiranno pure i contrasti con gli altri membri del gruppo, in particolare con Kiedis ed il perpetuo rifiuto con quello che è il successo "planetario" del mondo moderno, come l'esplosione a livello mediatico di radio, internet, televisione. Una scelta coraggiosa da parte di john che ancora una volta dice al mondo che non vuole essere un prodotto commerciale qualsiasi, da svendere, ancora una volta si vede un'animo inquieto che vuole andare per la sua strada, lontano dagli adagi del successo. Per John Frusciante la musica è un qualcosa di più, lui vuole sperimentare, vuole creare, vuole essere libero da quelle logiche matematiche del mercato, non vuole essere un numero, quello che interessa a john è poter esporre la musica attraverso una ricerca ed una continua e costante sperimentazione; gli unici farmaci in grado di poter colmare il suo maldivivere. Sulla chitarra Frusciante esprime un tocco elastico, colorato, sensuale allo stesso tempo, che si miscela all'interno di una fusione di, funky, rock, punk, blues, si alternano suoni puliti e distorti, sonorità ballad a sonorità spiritual a tratti acide, ritmiche differenti tra riff e accenti distorti. è da notare che i punti di riferimento di John Frusciante fin dall'età dell'adolescenza sono stati Jimi Hendrix e David Gilmour. Tant'è vero che il concetto di spazio, dinamica e velocità, sono alla base del frusciantestyle, sempre teso a volgere lo sguardo verso nuove sperimentazioni per "piegare la materia della realtà" come da lui dichiarato. Secondo Frusciante per il musicista è importante una totale interazione con la parte ritmica basso e batteria e poi avere a disposizione una tela bianca su cui poter esprimere liberamente senza limiti il proprio ego chitarristico.  



Scheda tecnica: 

Chitarre: Fender stratocaster sunburst del 1962, fender stratocaster fiesta red del 1961..... altri modelli fender come Telescaster, mustang o jaguar. Gretsch white falcon (che esibisce nel video di californication), Gibson Les Paul custom, fender jaguar fiesta red. 

Chitarre Acustiche: Due Martin 0-15 (anni 50). 

Amplificatori: Marshal jtm 45, Marshall 2555 silver jubilee, marshall major 200 W, fender blackface. 

Effetti: Digitech whammy, electro harmonix big muff, electro harmonix electric mistress, cry baby dunlop...... "modulatori di segnale Pog" e "filtri moog" deelay line6. 




  








sabato 7 marzo 2015

Frank Zappa...... L'opera Rock e il teatro dell'assurdo.








Non potevo non scrivere di un genio di tale portata. Quando si parla di Frank zappa, bisogna tener presente un primo elemento. In primis, non esiste un genere musicale che Zappa stesso non abbia suonato, avendo creato poi un genere suo personale. è stato definito dalla critica mondiale come il teatro dell'assurdo, un termine coniato per ciò che rappresentava all'epoca tramite i suoi spettacoli, con forti scenografie spesso tendenti al pornografico. Il suo approccio con lo strumento fu principalmente da autodidatta, fin da subito mostrò al mondo una creatività fuori dal normale esponendo dei testi di estrazione Dadaista e Stakanovista. I testi delle sue canzoni espongono principalmente quelli che sono i temi d'amore o protesta verso una società ingiusta che continua ad espandere la sua politica malata a macchia d'olio. Con ciò dimostra la grandezza della sua mente libera da ogni preconcetto e pregiudizio dell'epoca, fervente esponente pacifista contro l'America di Nixon( della guerra in Vietnam) e di quell'America che rappresenta un falso moralismo bigotto legato al denaro. Frank Zappa, muove l'alchimia della sua musica tra il rock e il Jazz, le sue chitarre sono state quasi tutte geneticamente modificate da mani di esperti maestri di liuteria. La sua vicinanza verso i sobborghi di Los Angeles, lo avvicinerà verso quegli stili unici che poi andranno a scolpire quello che è il divenire del suo stile, del suo sound, il suo marchio di fabrica unico che lo distinguerà per sempre dal resto dei musicisti, come per esempio la musica nera ed i cori doo woop. All'interno di questo contesto, dobbiamo tener presente che Zappa è stato un musicista/ alchimista, che ha saputo ben miscelare una miriade di stili che di loro volta hanno creato una musica non etichettabile. Prima di essere un chitarrista Zappa era un batterista, tant'è vero che i batteristi delle sue band furono sempre nomi eccellenti, come per esempio Vinnie Colaiuta o Terry Bozzio tanto per citarne alcuni. Curava alla perfezione quella che era la ritmica delle sue composizioni. Definiva la musica come una "decorazione del tempo" ovverosia come un qualcosa da costruire con le proprie mani, che fosse totalmente libero dai canoni estetici dettati dalle mode del tempo. Lo dimostra il fatto che nelle sue composizioni il tutto si basava su ritmo e atonalità (tempi dispari, polirtmie etc etc..... ). Quello che Zappa costruisce è un caleidoscopio di suoni che si miscelano tra Rock, Blues, Jazz, muscia classica, musica d'avanguardia e cabaret. Infatti è importante specificare che lo stesso Frank Zappa prima di essere un chitarrista è un incredibile direttore d'orchestra che nella sua storia ha lanciato sul panorama musicale dei musicisti dal valore inestimabile come per esempio il grande chitarrista Steve Vai (esecutore delle cosiddette "impossible part"e della famosa black page scritta dalla mano dello stesso Zappa). Futurista, inimitabile, originale e fuori dalle mode, cosi si presenta Zappa difronte al grande pubblico mondiale, forse troppo immenso per essere apprezzato dalle odierne case discografiche. Pierre Boulez dissse di lui :" Come musicista, era una figura eccezionale perchè apparteneva a due mondi: quello della musica pop e quello della musica classica. E non è una posizione comoda". Personalmente credo che Frank Zappa sia un genio, dopo mille ascolti di molti artisti legati al mondo della chitarra e non, devo dire che non ho mai trovato un compositore cosi determinato e "completo" nell'ambito della musica Rock. è un genio prima come musicista e poi come chitarrista, ma il tutto si mimetizza difronte la sua immensa grandezza. Esso per me è: chitarrista, compositore, direttore d'orchestra, comico, teatrante, filosofo...... è un sistema solare, o come meglio dire una galassia...... è immenso. Non nasce come un chitarrista, lui stesso diceva che la chitarra gli serviva soltanto per dare alla luce determinati suoni che definiva blasfemi. Shut up and play yer guitar a parer mio è uno degli album chitarristici più fighi della storia. La sua gibson sg ha dato fin troppe emozioni ad un pubblico che ancora oggi ammira il suo essere genio difronte un mondo che offre sempre le solite sonorità preconfezionate. Tanto per fare una citazione, vorrei ricordare al mondo intero che smoke on the water dei deep purple, (pezzo datato del 1972), fa riferimento a Frank Zappa e sua madre. In Svizzera un qualcuno lanciò un proiettile su una lanciarazzi che incendiò l'hotel dove appunto alloggiavano Frank Zappa con sua madre. I suoi live rappresentano una completa fusione tra musica e tratralità e con ciò nasceva l'intero spettacolo insieme a tutti gli altri musicisti che nel loro insieme davano la forma reale a quello che era il pensiero di Zappa. 


Mister Zappa oggi giorno è il possessore di una vasta discografia di uno stile personale inconfondibile dal valore inestimabile. Notevole la sua satira nel disco "freak out" (secondo doppio album nella storia del Rock dopo blonde on blonde di Bob Dylan), dove demolisce alcuni aspetti dell'umorismo americano, esponendo tematiche appartenenti alla controcultura del momento. Personalmente lo reputo immenso nella sua composizione. I musicisti chiamati e selezionati tutti dallo stesso Frank Zappa in questo disco sono: Elliot Ingber (chitarra), Roy Estrada (basso), Ray Collins (voce), Jimmy Carl Black (batteria) Frank Zappa che ha scritto e diretto tutte le parti orchestrali. "In Freak Out", è presente la figura di Suzy Creamcheese un personaggio inventato che fece il suo debutto proprio all'interno di questo album, prodotto dall'estro e dalla visione del geniale Tom Wilson. Quando parlo del genio di Frank Zappa, rimango sempre impressionato e spiazzato dalla varietà di generi che ha affrontato nella sua carriera. Personalmente non credo che al mondo esistano altri artisti capaci di scrivere ed interpretare brani/opere rock , di suonare e comporre assoli come i suoi oppure di comporre ed allo stesso tempo dirigere brani con la London Symphony Orchestra. La sua grandezza stava nel mettersi sempre in discussione, nel percorrere altre strade diverse dal mercato. Il suo essere eclettico difronte una realtà monocolore stava all'interno del suo essere un musicista complesso e ricercato. La sua grandezza stava semplicemente nel suo sangue.




martedì 3 febbraio 2015

Ry Cooder: battleneck, atmosfere e sonorità.



Ho sempre sostenuto l'idea che Ry Cooder sia un polistrumentista ed allo stesso tempo un grande chitarrista a 360°. Ciò che mi appassiona oltre al  suo modo di suonare è il calore e l'approccio eclettico che impronta sullo strumento e questo lo si nota molto spesso anchè dal suo utilizzo di strumenti differnti e dall'utilizzo del "battleneck" che varia in modo ineguale dall'elettrica all'acustica. Dobbiamo tener presente che proprio questo utilizzo possente e delicato del "battleneck" o meglio ancora della chitarra slide, lo ha reso famoso in tutto il mondo non solo per il suo essere artista in quanto chitarrista ma bensi anchè come compositore di diverse colonne sonore. Cooder durante la sua carriera, non si limita soltanto all'utilizzo di chitarre, bensi utilizzerà anchè altri strumenti a corda come un mandolino, un bouzouky, tant'è vero che le sue stesse chitarre presentano tutte delle modifiche per quanto riguarda il discorso tecnico. Detto questo è importante ricordare le sue due fender stratocaster una del 1960 e una del 1967, chitarre che hanno subito delle modifiche da parte del chitarrista proprio per l'utilizzo specifico del "battleneck" e delle accordature aperte, altro aspetto importante per cui si contraddistingue all'interno del mondo della chitarra. Durante la sua celebre carriera ha cambiato spesso genere, dal delta blues, alla musica indiana, alla musica africana (importantissima la sua collaborazione con il chitarrista del deserto Ali farka Toure e la realizzazione dell'album Talking Timbuktu). Tant'è vero che se si esamina da vicino il suo lato artistico, è impossibile effettuare una diagnosi ben precisa riguardo le sue opere perchè sono presenti moltissime influenze di "musica rurale" provenienti da tutte le parti del mondo. La sua chitarra è un misto di sapori, di suoni etnici che risalgono alle radici di quella che poi è la composizione della "Word music". Un chitarrista che si inserisce nel mondo della chitarra a modo suo, creandosi al tempo stesso uno stile unico e personale noto anchè all'interno delle sue composizioni musicali per quanto riguarda il mondo del cinema. Questo ce lo dimostra la magnifica colonna sonora di Paris Texas di Wim Wenders, in cui si sentono tutte le vibrazioni delle sei corde di una splendida dobro. Oppure come non poter ricordare la sua celebre chitarra nella colonna sonora di Mississipi Adventure di walter hill, (film dedicato alla memoria storica ed artistica di Robert johnson). Cooder è senz'altro uno dei chitarristi che rappresentanto il mondo della "slide guitar" nella storia degli anni passati fino i nostri giorni. Durante la sua celebre carriera, la sua chitarra ha cambiato vari orizzonti musicali diversi tra loro, dal gospel alla tex-mex, ma nel corso della storia ha dato alla luce album di altissimo profilo, album che rappresentano un vasto panorama musicale dal valore inestimabile. Detto ciò è importante ricordare alcuni tra questi nomi come: Paradise & Lunch, Chiken skin music, Into the purple Valley, showtime. Tutti album che personalmente ritengo di inestimabile valore per quanto riguarda il mondo della musica e dalla chitarra. Per lo stesso Ry Cooder il chitarrista gioca un ruolo di ricercatore, una chitarra che rimane leggera ma allo stesso violenta, una chitarra che tenta sempre di lanciare un messaggio diretto che poi può essere interpretato a seconda di come lo si vuole. Ad esempio "Election Special" lancia un messaggio politico- etico che vuole far riflettere tutte le politiche mondiali riguardo i vari temi sociali che oggi giorno sono motivo di degrado all'interno della società attuale, come per esempio l'esibizionismo della mala politica. Cooder rappresenta un genio di sapienza musicale che porta un carico di mezzo secolo di musica, chitarra ed emozioni, il suo tocco, la sua particolarità è quella "a parer mio" nel saper creare atmosfere, arrangiamenti, sonorità, un costruttore di suono che estrae emozioni senza troppi virtuosismi. 



Scheda tecnica: 

Chitarre: Fender Stratocaster 1960, Fender Stratocaster 1967, Fender Telecaster, Richenbeker electro in bachelite con pickup "horsehoe" della versione lap steel, Gibson es-140 con due P90.

(Quasi tutte le chitarre di Ry Cooder sono state modificate). Dalle varie modifiche apportate, vorrei ricordare la "Cooder Caster", che poi è diventata la chitarra simbolo di Cooder. La chitarra in questione è una fender stratocaster del 1960 con un pickup da lap steel oahu al ponte e un teisco (made in japan) al manico. 

Mandola Gibson 1925 con pickup de armond. 

Amplificatori: Gibson Charlie Christian (EH 150)....... (per la maggiore o altri ampli spesso di piccolo vattaggio valvolari.).

Acustiche: Martin 000-28 (e varie Gibson che poi sono cambiate nel corso degli anni).