martedì 13 dicembre 2016

Michael Landau: Un chitarrista unico nella sua bravura. Tecnica, sentimento e versatilità.


    





Michael Landau a parer mio è tra i chitarristi più forti ed interessanti che circolano nel mondo della contemporanea scena musicale. Una carriera immensa che vanta di numerose collaborazioni e di ben cinque album solisti, in cui lo stesso Landau esplora e interpreta vari generi, suonando contemporaneamente strumenti differenti oltre alla sei corde. Cresciuto a Los Angeles ascoltando Jimi Hendrix, Beatles, The Band, Cream e Led Zeppelin, artisti di gran calibro che saranno fondamentali per il suo approccio alla chitarra e per la sua carriera professionale. Uno dei passi fondamentali in tutto questo, è stato l'ascolto e l'orientamento verso il mondo del jazz, sopratutto di quel jazz elettrico più contemporaneo legato ad esponenti come Jaco Pastorius e Pat Martino ed a gruppi fantastici come i Wather Report. Da questo quadro varieggiato di ascolto ed influenze, con il tempo incomincia a prendere forma quello che è il suo stile, la sua vera personalità, elementi che lo renderanno unico sia come sessionman che come solista. è importante citare quelle che sono state le sue collaborazioni più importanti, artisti come: Miles Davis, Michael Jackson, James Taylor, Joni Mitchel, Steve Perry, Seal, Bon Jovi, Pink Floyd. Per poi aprire una parentesi riguardo le sue collaborazioni con gli artisti italiani. Le chitarre di Landau sono state presenti con Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Zucchero, Tiziano Ferro. In questa parentesi è impossibile non chiamare a giudizio uno degli assoli di chitarra più belli della storia della musica Italiana. L'assolo di Landau a cui mi riferisco è quello della canzone "Gli Angeli" di Vasco Rossi, una chitarra travolgente che sposa una notevole tecnica al sentimento espresso dalle parole del testo. Dopodiche con Vasco Rossi la mano di Landau si trova all'interno dell'album "Il mondo che vorrei", nei pezzi "colpa del wisky", "vieni qui", "ho bisogno di te".
Insomma un suono ben definito in cui emerge il fattore di un ottimo aspetto tecnico e sopratutto viene in evidenza quella che è la cura del suono. Una bella miscela di suoni puliti, overdrive e distorsioni molto curate, in cui chorus e tremolo giocano un ruolo molto importante. Con questo elemento, dall'ascolto dei suoi lavori e di molti suoi live, vengono fuori dei suoni a dir poco fantastici, grossi e allo stesso tempo ben definiti. La cosa più bella è che ogni nota, ogni accordo o riff, suonato nel tempo, corrisponde ad una dinamica ben connotata a seconda dell'impronta dell'artista con cui ha collaborato. Ascoltando i suoi lavori è da notare quanto sia importante la completa padronanza del manico ed il controllo di ogni singola nota che di volta in volta è dato anche dall'estrema cura e ricerca sonora. Un suono che negli ultimi anni, è scandito ufficialmente da pochi effetti e da due amplificatori fendere hot rod deville (versione ||| ML signature made in mexico) collegati in stereo. Da sottolineare che nelle ultime interviste sopratutto rivolte ad artisti famosi, risulta che Michael Landau è uno dei chitarristi più richiesti come turnista. Un'altro fattore importante è la liricità tra il mix di generi che propone all'interno dei suoi lavori da solista. Con Landau, vediamo miscelare il Rock, il Blues, il jazz, la fusion con gran classe anche nell'alternare suoni puliti e distorti. è logico che parlare di strumentazione sia importante, ma fino un certo punto. Come dimostra lo stesso Landau, il suono in primis viene dalle mani, poi dopo c'è tutto il resto (tecnica, studio, strumentazione, effetti etc etc). Con ciò è bello sapere che ancora oggi nel mondo della chitarra ci sia la mano e il tocco di Michael Landau, un chitarrista che continua a lasciare una costante impronta in questo campo, rimanendo autentico al suo modo di suonare e tal volta di concepire la musica in più evoluzioni possibili. Interessanti da seguire sono i gruppi di cui ha fatto parte come: The wreckers, jazz ministry, stolen fish, renegade creaton, Burning Water e Ranging Honkies. Tra l'altro in questi anni ha svolto anche la professione di produttore discografico. Michael Landau ad oggi è un chitarrista fondamentale nel mondo della musica, il suo tocco, la sua passione, il suo groove, la sua tecnica e la sua versatilità, fanno si che attualmente è uno dei chitarristi migliori in circolazione con uno stile unico e sorprendente.  



scheda tecnica:  

Chitarre: Fender stratocaster 1963, fender stratocaster con humbucker al ponte, fender stratocaster fiesta red custom shop, suhr landau signature, James Tyler guitar.

Amplificatori: Fender hot rod deville |||.0 ML signature. 



effetti: Maxon DSS, Rodger Mayer vodoo1, arion stereo chorus, boss, vb-2, custom audio "super tremolo", custom audio "black cat vibe", cry baby wah wah, pedale volume boss. 




(il link di un video che introduce l'attuale pedal board di Mike Landau) .

lunedì 5 dicembre 2016

Tommy Emmanuel: un mago che viene dall' Australia.




Tommy Emmanuel si distingue al mondo per il suo essere virtuoso in campo acustico. Noto sia per la sua tecnica del fingerpicking che per la composizione melodica dei suoi pezzi. Per dimostrare la grandezza di questo chitarrista Australiano, basta ascoltare poco più di qualche suo live per rimanere letteralmente abbagliati dal fascino della sua sei corde e dal suo modo di suonare. Questa volta, non voglio soffermarmi troppo riguardo i suoi dischi, le sue produzioni o la sua strumentazione. I suoi Brani, sono una miscela di armonici e fraseggi di varie influenze blues, country, folk, swing. è bello vedere, notare ed apprezzare tutta questa passione sullo strumento e sopratutto è da tenere in cosiderazione la padronanza tecnica con cui gestisce il manico della chitarra. Con Tommy Emmanuel abbiamo un'orchestra solista concentrata in due mani. Personalmente trovo che ogni suo live sia ricco di entusiasmo, genuinità e positività, che si materializza nel feeling instaurato tra strumento e artista. Quello che più mi stupisce è la sua naturalezza che genera un viaggio all'interno di epoche, stili, tradizioni, rendendo tutto cosi estremamente delicato e personale, spingendo l'ascoltatore ad intraprendere un viaggio più unico che raro. Diciamo che Tommy Emmanuel vanta una carriera lunga di quaranta e passa anni e durante questo percorso è importante specificare anche le collaborazioni e gli artisti con cui ha suonato. Tra i nomi emergono Eric Clapton, Tina Turner, Larry Carlton, Cliff Richard, Michael Bolton, Dodi Battaglia.
C'è da dire che i suoi sorprendenti live, lo hanno consacrato tra i chitarristi più in voga del momento. Sempre sorridente ed estremamente salutista, grazie al suo inestimabile talento, è riuscito a conquistare il pubblico di tutto il mondo. Non si può non rimanere folgorati dall'ascolto di cosi tanta bellezza!!!!! Come dichiarato da sue varie interviste rilasciate negli anna passati, il groove è l'elemento più importante. Tramite questo fattore, il chitarrista cerca di riprodurre il suono di una band, tra l'altro va sottolineato il fatto che sia anche un percussionista professionista, visto e considerato i ritmi che esegue sul corpo dello strumento. è veramente incredibile il modo con cui riesce a comunicare grazie alla sua padronanza della sei corde, con la tecnica da esso adoperata. Il fingerstyle, usato dal chitarrista, permette di suonare melodie, basso e ritmica, rendendo il pollice indipendente dalle altre dita. Attualmente a parer mio è il RE indiscusso della chitarra acustica e per dimostrarlo basta ascoltare pezzi come "moon river", "angeline", "blind black man", "mombasa". La cosa bella di tutto ciò è che Tommy è sia autore che esecutore. Credo che attualmente di talenti cosi grandi ce ne sono veramente pochi che sappiano dosare i tre ingredienti di tecnica, gusto e armonia. Con Tommy Emmanuel, non si fa molto caso alla tecnica che esprime, ma si nota l'espressività, la dinamica e sopratutto il tocco. Elementi che danno una marcia in più a questa grande opera d'arte vivente chiamata TOMMY EMMANUEL.



Scheda Tecnica: 

  *Chitarre.
- Due Maton custom shop EBG808 a corpo piccolo. 
- Una Maton Te1 cutaway dreadnought.  

*Amplificatore. 

- Aer Compact 60. 

*accordatore Korg dtr racktuner 
D.I. Audiotech.





lunedì 21 novembre 2016

Nick Drake Il genio silenzioso della sei corde.

è sempre difficile scrivere e parlare di Nick Drake. Anzi spesso non occorre nemmeno parlarne troppo, basta soltanto immergersi nella sua musica per capire la sua vera grandezza. La prima volta che ascoltai la sua "Pink Moon" rimasi letteralmente folgorato da tanta bellezza. Come tutte le cose migliori, Nick Drake per me  arrivò di sorpresa, appresi il suo nome nel 2002 quando lessi su di lui un trafiletto di giornale riguardo una classifica di "Rolling stone". è logico che non capita tutti i giorni di accendere la radio o la televisione, digitare un canale ed ascoltare uno dei suoi delicatissimi pezzi composti da chitarra e voce. Le sue canzoni, sono melodie create da un filo di voce e da una chitarra acustica che si immerge all'interno di un mare di arpeggi. Drake nella storia della musica viene spesso citato da molti artisti come punto di svolta e di forte ispirazione. La sua triste vicenda, è stata sempre motivo di fascino per chiunque si fosse avvicinato alla storia del cantautore. Il suo carattere chiuso e timido sarà una delle cause principali legate al lato discografico commerciale nell'aver venduto poche copie. Ciò lo dimostra l'uscita del suo primo disco "Five leaves left", dove Drake non rilascia interviste e non si esibisce quasi mai dal vivo, ma tolto il lato commerciale, non si mette in discussione la bellezza contenuta all'interno. Un'opera che apre il mondo del cantante, poeta e chitarrista. Un mondo fatto di nostalgia, tristezza, paure esistenziali e paesaggi bucolici, in cui emerge anche il fantasma della solitudine. 
Il disco si apre con "Time is told me", un pezzo di un forte pulito in cui emerge il fingerpicking della sua chitarra acustica. In questo pezzo Drake parla del suo desiderio di fuga e cambiamento all'interno di una pacatezza che è forte e profonda come un'oceano. 
Dai suoi brani emerge un'anima fragile e inquieta che da vita ad una produzione artistica senza precedenti orientata a scappare da una società dei consumi sempre più rigida e spietata. Drake è il padre di tutta quella musica Folk e Pop di atmosfere intime, è un solitario che non segue le logiche del mercato, infatti personalmente lo definisco come "il genio più invisibile della storia della musica". Le sue canzoni sono un capolavoro senza tempo, esso proponeva un'immagine raffinata del suo essere cantautore, tant' è vero che i suoi testi sembano ispirati dalla letteratura dei poeti Romantici, essi esprimono quei sentimenti d'intimità come: desiderio, amore e identità. Da notare il suo stile minimale, chitarra e voce, lo sperimentare l'uso di accordature aperte nella sei corde. In questo caso, l'utilizzo delle accordature aperte, conferiva alle canzoni una sonorità più eterea, una scelta molto originale dato il periodo storico di cui parliamo. Dico chiaramente che fino i giorni nostri, la figura di Nick Drake è ancora studiata in ambito chitarristico per via delle sue originali accordature. Unico per la perfetta armonia delle sue canzoni come fonte inesauribile di emozioni per la bellezza dell'interpretazione dei suoi pezzi. Dentro al suo essere solitario, vi è l'espressione del messaggio universale riguardo la felicità per le piccole cose, la meraviglia difronte lo spettacolo della natura, il creato, la nostalgia del passato, la meraviglia di un sorriso inaspettato, la passione, l'amore, il rimpianto. Nelle sue canzoni, c'è un cuore che batte, c'è un richiamo alla vita vera, una continua riflessione che rispecchia l'etica di noi stessi. Nel mondo della chitarra acustica Nick Drake è considerato un'"icona", già il fatto di sperimentare e cambiare accordature per ogni pezzo lo rende inimitabile. Con ciò è importante mettere in evidenza che ogni accordatura usata, era stata creata di sana pianta dallo stesso. Questo fattore, permise a Drake di uscire dai canoni musicali dell'epoca, la chitarra, era più usata come un pianoforte piuttosto che una sei corde. Resta il fatto che a parer mio, rimane il padre dei moderni chitarristi acustici. Oggi giorno possiamo soltanto ammirare la luce di un talento unico nel suo stile e nel suo modo non conforme di suonare e concepire il lato musicale. In vita compose solo tre album "Fives leaves left", "Bryter Layter", ed infine il suo capolavoro "Pink Moon", per tutto il resto era semplicemente Nick Drake. Un diamante unico e raro. 

lunedì 25 aprile 2016

Robert Alan Krieger la chitarra storica dei The Doors



 
Premesso che tutto ciò che scrivo, è a tal riguardo di natura soggettiva, visto che parlo esclusivamente di quelli che sono i miei musicisti preferiti. In questa mia recensione, questa volta, parlerò di Robert Alan Krieger, lo storico chitarrista dei The Doors, o meglio ancora, di colui che io personalmente definisco una delle tante stelle splendenti di tutta la storia della musica e nel caso specifico inerente alla storia della chitarra. Krieger fa parte di quella che storicamente fu una super band. Sopratutto quando si parla di personaggi come Jim Morrison, autore frontman, scrittore, poeta e cantante di testi poetici e visionari, protagonista di performance live infuocate dal carisma dello sciamano Rock. All'interno di questo contesto, vorrei mettere in luce il successo del gruppo che è l'elemento chiave dell'insieme globale che andremo ad analizzare. Il tutto si fonda sull'alchimia della composizione, che avviene musicalmente all'interno della band. In mezzo a tre legende come Morrison, Ray Manzarek e john Densmone, emerge quello che è il low profile di Robby Alan Krieger, chitarrista e autore di brani storici come "Light my fire", "Love me two times", "Love her Madly" e "Touch me", scritti per i The Doors all'età di 19 anni. Krieger, è noto a parer mio per la creazione di quelli che sono dei riff leggendari, come per esempio quello di Roadhouse blues, che con il suo personale approccio allo strumento ha accompagnato il gruppo all'interno di quei mondi sonori inesplorati che li differenziavano da tutte le altre band presenti sulla scena dell'epoca. Non c'è ombra di dubbio. In merito a quello che propongono, i Doors sono unici al mondo sotto svariati punti di vista: 1) Line up senza bassista, 2) Live estremi, testi oscuri, romantici e allo stesso tempo poetici, 3) suoni differenti (atipici per il periodo), 4) le divergenze di quattro personalità estremamente differenti sul versante artistico e caratteriale. Krieger, il più giovane a soli diciannove anni si crea una carriera da musicista professionista grazie al suo carattere umile, quel punto di forza che lo stesso Morrison metterà più volte in luce durante le interviste rilasciate. Detto ciò, la sua chitarra regalerà composizioni e sonorità davvero originali sotto ogni punto di vista. L'impostazione che esso mantiene è quella del chitarrista classico di flamenco, cosa fondamentale che lo renderà differente da tutti i chitarristi rock del periodo. Krieger spesso diceva sempre :<< Ho imparato a suonare quando ero nei Doors. Cercavo semplicemente di suonare con me stesso. Ho evitato di copiare Chuck Berry o BB King, perchè era quello che tutti stavano facendo. Ho cercato di trovare la parte giusta per la canzone che mi trovavo a fare e di suonare qualcosa che potesse completare il canto di Jim >>. Gia da queste dichiarazioni emerge il suo approccio personale nei riguardi della sei corde, infatti lo stesso guitar man, amava creare insolite improvvisazioni durante i live della band, attingendo alla fusione del jazz modale e del blues, visto che lo stesso jazz negli anni 50 si era trasformato da bebop a modale, ed era diventato in linea di massima come il rock'n'roll perchè presentava meno cambi di accordi. Questo fattore predominante, krieger lo aveva intuito molto bene per le dinamiche della sua chitarra all'interno dei pezzi.
  
Da notare l'assenza di un bassista, un decisivo elemento che portò ad integrare le linee melodiche della sua chitarra insieme alle linee di "basso" che venivano suonate dal piano di Manzarek. L'uso dello slide nelle mani di Robert diventa un vero e proprio effetto sotto tutti gli aspetti, e questo a parer mio lo dimostra il pezzo di "moonlight drive", in cui per l'appunto, non è suonato come lo utilizzavano i grandi bluesman del tempo, e ciò ce lo confermano le dichiarazioni che fece a tal riguardo:<< Penso che dipenda semplicemente dal fatto che non sò farlo correttamente!!!>>. Insomma, è inevitabile sostenere l'idea che il successo della musica dei The Doors porta tatuato il marchio di Robert Alan Krieger, un musicista, non un virtuoso, ma semplicemente un grande chitarrista da uno stile estremamente personale, ed allo stesso tempo autore di pezzi storici che ancora oggi fanno battere il cuore. Come d'altronde lo faranno certamente battere per tutta l'eternità. 

 

Scheda tecnica: 

Chitarre:  (krieger è utilizzerà molto quelle che sono le accordature aperte) 
1) Varie Gibson Sg........ Una delle sue Sg fu modificata da Vincle Treanor che tolse gli originali P 90, sostituendo essi con degli Humbucker. 
2) National del 58 
3) Gibson Les Paul del 1954 
4) Gibson 335 del 1968 
5) Chitarra classica Ramirez. 

Amplificatori: 
è da notare che Krieger utilizzerà degli ampli Fender valvolari durante il corso di tutta la sua carriera. (Sopratutto i modelli Twin Reverb e Hot Rod Deville). 

Effetti: 
 1) wah wah della Vox 
 2) Delay echo a nastro echoplex per la maggiore....( e altri modelli di delay sempre a nastro simili     all'echoplex). 
3) Gibson fuzz serie maestro. 
4) Gibson fuzz tone.
         

lunedì 28 dicembre 2015

Hiram Bullock Il chitarrista a piedi nudi


Hiram Bullock storico chitarrista del Dave Letterman show manifesta la sua presenza nel regno del jazz, blues, rock e funky. Talento indescrivibile che ha suonato con la maggior parte delle star della musica americana come jaco pastorius, miles davis, pat metheny, stevie ray vaugan etc etc tanto per citare qualche nome. Dopo aver ascoltato e riascoltato i suoi dischi ho sposato l'idea della critica made in u.s.a del tempo che definisce Bullock un chitarrista Rock con la testa jazz. Un session man di immenso spessore e presenza scenica che ha interpretato nelle migliori chiavi i concetti di rock e jazz al servizio di grandi artisti in situazioni live e studio senza tanti pregiudizi o fronzoli. è importante ricordare alcuni lavori in studio con sting, kenny loggins, Billy joel, Al Jarreau, gli Evans, Paul Simon, Harry Belafonte, Steely Dan, Bonnie Tyler, Marcus Miller ed il sassofonista David Sanborn. Con ciò i telespettatori degli stati uniti di una certa età lo ricorderanno come il "chitarrista a piedi nudi", noto per la sua popolarita all'interno dell'orchestra late nate with david letterman show sulla nbc. Ciò che rende grande Hiram bullock nel mondo della sei corde è il fatto che lui stesso abbia portato generi come blues, funky e rock all'interno di un contesto Jazz ed allo stesso tempo il Jazz lo ha portato all'interno di un contesto Rock; diciamo che questo è stato l'elemento portante che principalmente lo ha elogiato nella sua carriera.Nel 1980 Chiunque abbia sentito gli Evans renderà testimonianza dell'energia e dell'inventiva che lo stesso Bullock esprimeva. All'interno dello scenario americano, gli anni 80 sono stati il periodo di massimo splendore per i chitarristi versatili. In studio i grandi artisti pretendevano chitarristi che sapessero spazziare su tutti i generi pur mantendo la loro impronta ed il loro tocco, ed in questo versante non c'era nessuno meglio di Hiram Bullock nell'esprimere la propria personalità all'interno di molteplici stili. Per Hiram Bullock la chitarra era la sua voce, un prolungamento della sua anima, tant'è vero che lui stesso confessò che le sue note valevano più delle parole reali. Proprio in questi anni la figura di Bullock era ovunque, sul palco con la band di David Sanborn, in studio con Donald Fagen, in televisione con la band del Letterman show e nei club con gli Evans. Ogni situazione era diversa richiedendo a sua volta delle doti tecniche specifiche. La sua gavetta maggiore fu nel periodo universitario dove si esibi nei pub e night club della florida e sopratutto dove ebbe l'occasione di incontrare dei chitarristi come steve morse, pat metheny ed il bassista jaco Pastorius (leggenda delle quattro corde), che furono fondamentali per la sua crescità personale più come musicista che come chitarrista. La sua grande energia insieme alla costante fusione di stili, sono stati gli elementi portanti che hanno evocato il suo modo di suonare, esaltando dei live di puro spettacolo che portavano al loro interno un suono che era frutto di una accurata ricerca di effetti, basata principalmente sull'utilizzo del chorus e del compressore. Oltre a questo è importante evidenziare il fatto che è stato anche un ottimo arrangiatore e polistrumentista. Con ciò è importante dire che ben pochi sanno che collaborò per un progetto funky prodotto in italia I change di Mauro Malavasi in cui incise le parti di chitarra su alcuni album. Resta il fatto che nella storia della chitarra Hiram Bullock rappresenta colui che supera il confine di tutte le sperimentazioni che vanno dal blues, al rock, al funky al jazz. se ne è andato il 25 luglio del 2008 dopo aver lottato contro un cancro alla gola lasciando nella storia della chitarra un patrimonio immenso che conserva ancora le impronte dei suoi piedi e delle note emesse dal manico della sua strato. 

 Effetti:

venerdì 10 aprile 2015

John Frusciante......"icona" della musica moderna.




John Frusciante rappresenta la figura del chitarrista "icona" anni 90. Famoso al mondo per il successo plaentario avuto con i Red hot chili peppers e per le sue ritmiche funky/rock. Ciò che a parer mio contraddistingue Frusciante dal resto dei chitarristi del periodo è il suo gusto, il suo approccio allo strumento, il tutto è come se fosse un canto a due voci. Una figura carismatica fin dagli esordi dei giovani Red hot chili peppers, un chitarrista che ha contaminato le sonorità di una delle più importanti ed innovative Rock band che ci sia mai stata negli ultimi venti anni. Notevole nella creatività ed espressività che esso sprigiona durante i tuor della band, riesce infatti a creare un linguaggio musicale tutto suo, fatto di una chitarra ricca di energia che al suo interno miscela dal funky, al Punk, al rock blues hendrixiano. La forza di Frusciante non sta nella tecnica e nella pulizia, la sua forza emerge nell'essere diretto con il pubblico circostante, di tirar fuori note espressive capaci di colpire chi lo ascolta. Una chitarra complessa di ritimiche e fraseggi, ma al tempo stesso essenziale. Un percorso evolutivo ben dettagliato anchè dai progetti solisti. Detto questo, come non poter citare il suo primo album solista Niandra lades-usually just a t-shirt datato 1995, per questo album Frusciante si è servito soltanto di una chitarra, un registratore amatoriale e tanta passione. Più complesso il parto che il prodotto finito, cosi enunciava la critica di rolling stones del 1995, che aveva notato subito il genio di quel ragazzo che anchè da solista aveva realizzato un'album immenso ed elaborato anchè nella messa in luce di ballate acustiche e semiacustiche con influenze noise. All'interno di queste ballate vuole far emergere la figura del drogato, che non è una maschera, è la sofferenza della sua realtà, la messa in scena di un ragazzo all'esordio con il grande pubblico ed allo stesso tempo di un'uomo distrutto dalle sue dipendenze. Cosi Incomincia la sua vera discesa agli inferi, in cui Frusciante si allontanerà da tutto e tutti, passando dei giorni rinchiuso in casa tra alcool e droghe. Durante questa sua discesa, si allontanerà anchè dalla musica, infatti passerà un periodo della sua vita a dipingere, vivendo al tempo stesso di rendita, rapito dalla droga e dagli eccessi.

La chitarra per Frusciante è l'estensione della sua anima tormentata, john è un diamante fragile, pregiato, eclettico e al tempo stesso dipendente in toto dall'eroina che esplode totalmente negli anni novanta. Al suo rientro nei RHCP, john regala al mondo ed alla storia della musica dei pezzi divenuti commerciali di straordinaria bellezza, come la più conosciuta californication tanto per citarne una. Successivamente, nelle registrazioni di by the way, sostituirà Flea come mente compositiva nella creazione dei nuovi brani, dove al tempo stesso sperimenterà molto sugli effetti. Dopodiche, registrerà ancora un'altro album con i Red hot chili peppers e poi abbandonerà la band per una seconda volta, non ritenendoli più adatti nel poter esprimere il suo bisogno di ricerca artistica e spirituale. In questa decisione è ovvio che influiranno pure i contrasti con gli altri membri del gruppo, in particolare con Kiedis ed il perpetuo rifiuto con quello che è il successo "planetario" del mondo moderno, come l'esplosione a livello mediatico di radio, internet, televisione. Una scelta coraggiosa da parte di john che ancora una volta dice al mondo che non vuole essere un prodotto commerciale qualsiasi, da svendere, ancora una volta si vede un'animo inquieto che vuole andare per la sua strada, lontano dagli adagi del successo. Per John Frusciante la musica è un qualcosa di più, lui vuole sperimentare, vuole creare, vuole essere libero da quelle logiche matematiche del mercato, non vuole essere un numero, quello che interessa a john è poter esporre la musica attraverso una ricerca ed una continua e costante sperimentazione; gli unici farmaci in grado di poter colmare il suo maldivivere. Sulla chitarra Frusciante esprime un tocco elastico, colorato, sensuale allo stesso tempo, che si miscela all'interno di una fusione di, funky, rock, punk, blues, si alternano suoni puliti e distorti, sonorità ballad a sonorità spiritual a tratti acide, ritmiche differenti tra riff e accenti distorti. è da notare che i punti di riferimento di John Frusciante fin dall'età dell'adolescenza sono stati Jimi Hendrix e David Gilmour. Tant'è vero che il concetto di spazio, dinamica e velocità, sono alla base del frusciantestyle, sempre teso a volgere lo sguardo verso nuove sperimentazioni per "piegare la materia della realtà" come da lui dichiarato. Secondo Frusciante per il musicista è importante una totale interazione con la parte ritmica basso e batteria e poi avere a disposizione una tela bianca su cui poter esprimere liberamente senza limiti il proprio ego chitarristico.  



Scheda tecnica: 

Chitarre: Fender stratocaster sunburst del 1962, fender stratocaster fiesta red del 1961..... altri modelli fender come Telescaster, mustang o jaguar. Gretsch white falcon (che esibisce nel video di californication), Gibson Les Paul custom, fender jaguar fiesta red. 

Chitarre Acustiche: Due Martin 0-15 (anni 50). 

Amplificatori: Marshal jtm 45, Marshall 2555 silver jubilee, marshall major 200 W, fender blackface. 

Effetti: Digitech whammy, electro harmonix big muff, electro harmonix electric mistress, cry baby dunlop...... "modulatori di segnale Pog" e "filtri moog" deelay line6. 




  








sabato 7 marzo 2015

Frank Zappa...... L'opera Rock e il teatro dell'assurdo.








Non potevo non scrivere di un genio di tale portata. Quando si parla di Frank zappa, bisogna tener presente un primo elemento. In primis, non esiste un genere musicale che Zappa stesso non abbia suonato, avendo creato poi un genere suo personale. è stato definito dalla critica mondiale come il teatro dell'assurdo, un termine coniato per ciò che rappresentava all'epoca tramite i suoi spettacoli, con forti scenografie spesso tendenti al pornografico. Il suo approccio con lo strumento fu principalmente da autodidatta, fin da subito mostrò al mondo una creatività fuori dal normale esponendo dei testi di estrazione Dadaista e Stakanovista. I testi delle sue canzoni espongono principalmente quelli che sono i temi d'amore o protesta verso una società ingiusta che continua ad espandere la sua politica malata a macchia d'olio. Con ciò dimostra la grandezza della sua mente libera da ogni preconcetto e pregiudizio dell'epoca, fervente esponente pacifista contro l'America di Nixon( della guerra in Vietnam) e di quell'America che rappresenta un falso moralismo bigotto legato al denaro. Frank Zappa, muove l'alchimia della sua musica tra il rock e il Jazz, le sue chitarre sono state quasi tutte geneticamente modificate da mani di esperti maestri di liuteria. La sua vicinanza verso i sobborghi di Los Angeles, lo avvicinerà verso quegli stili unici che poi andranno a scolpire quello che è il divenire del suo stile, del suo sound, il suo marchio di fabrica unico che lo distinguerà per sempre dal resto dei musicisti, come per esempio la musica nera ed i cori doo woop. All'interno di questo contesto, dobbiamo tener presente che Zappa è stato un musicista/ alchimista, che ha saputo ben miscelare una miriade di stili che di loro volta hanno creato una musica non etichettabile. Prima di essere un chitarrista Zappa era un batterista, tant'è vero che i batteristi delle sue band furono sempre nomi eccellenti, come per esempio Vinnie Colaiuta o Terry Bozzio tanto per citarne alcuni. Curava alla perfezione quella che era la ritmica delle sue composizioni. Definiva la musica come una "decorazione del tempo" ovverosia come un qualcosa da costruire con le proprie mani, che fosse totalmente libero dai canoni estetici dettati dalle mode del tempo. Lo dimostra il fatto che nelle sue composizioni il tutto si basava su ritmo e atonalità (tempi dispari, polirtmie etc etc..... ). Quello che Zappa costruisce è un caleidoscopio di suoni che si miscelano tra Rock, Blues, Jazz, muscia classica, musica d'avanguardia e cabaret. Infatti è importante specificare che lo stesso Frank Zappa prima di essere un chitarrista è un incredibile direttore d'orchestra che nella sua storia ha lanciato sul panorama musicale dei musicisti dal valore inestimabile come per esempio il grande chitarrista Steve Vai (esecutore delle cosiddette "impossible part"e della famosa black page scritta dalla mano dello stesso Zappa). Futurista, inimitabile, originale e fuori dalle mode, cosi si presenta Zappa difronte al grande pubblico mondiale, forse troppo immenso per essere apprezzato dalle odierne case discografiche. Pierre Boulez dissse di lui :" Come musicista, era una figura eccezionale perchè apparteneva a due mondi: quello della musica pop e quello della musica classica. E non è una posizione comoda". Personalmente credo che Frank Zappa sia un genio, dopo mille ascolti di molti artisti legati al mondo della chitarra e non, devo dire che non ho mai trovato un compositore cosi determinato e "completo" nell'ambito della musica Rock. è un genio prima come musicista e poi come chitarrista, ma il tutto si mimetizza difronte la sua immensa grandezza. Esso per me è: chitarrista, compositore, direttore d'orchestra, comico, teatrante, filosofo...... è un sistema solare, o come meglio dire una galassia...... è immenso. Non nasce come un chitarrista, lui stesso diceva che la chitarra gli serviva soltanto per dare alla luce determinati suoni che definiva blasfemi. Shut up and play yer guitar a parer mio è uno degli album chitarristici più fighi della storia. La sua gibson sg ha dato fin troppe emozioni ad un pubblico che ancora oggi ammira il suo essere genio difronte un mondo che offre sempre le solite sonorità preconfezionate. Tanto per fare una citazione, vorrei ricordare al mondo intero che smoke on the water dei deep purple, (pezzo datato del 1972), fa riferimento a Frank Zappa e sua madre. In Svizzera un qualcuno lanciò un proiettile su una lanciarazzi che incendiò l'hotel dove appunto alloggiavano Frank Zappa con sua madre. I suoi live rappresentano una completa fusione tra musica e tratralità e con ciò nasceva l'intero spettacolo insieme a tutti gli altri musicisti che nel loro insieme davano la forma reale a quello che era il pensiero di Zappa. 


Mister Zappa oggi giorno è il possessore di una vasta discografia di uno stile personale inconfondibile dal valore inestimabile. Notevole la sua satira nel disco "freak out" (secondo doppio album nella storia del Rock dopo blonde on blonde di Bob Dylan), dove demolisce alcuni aspetti dell'umorismo americano, esponendo tematiche appartenenti alla controcultura del momento. Personalmente lo reputo immenso nella sua composizione. I musicisti chiamati e selezionati tutti dallo stesso Frank Zappa in questo disco sono: Elliot Ingber (chitarra), Roy Estrada (basso), Ray Collins (voce), Jimmy Carl Black (batteria) Frank Zappa che ha scritto e diretto tutte le parti orchestrali. "In Freak Out", è presente la figura di Suzy Creamcheese un personaggio inventato che fece il suo debutto proprio all'interno di questo album, prodotto dall'estro e dalla visione del geniale Tom Wilson. Quando parlo del genio di Frank Zappa, rimango sempre impressionato e spiazzato dalla varietà di generi che ha affrontato nella sua carriera. Personalmente non credo che al mondo esistano altri artisti capaci di scrivere ed interpretare brani/opere rock , di suonare e comporre assoli come i suoi oppure di comporre ed allo stesso tempo dirigere brani con la London Symphony Orchestra. La sua grandezza stava nel mettersi sempre in discussione, nel percorrere altre strade diverse dal mercato. Il suo essere eclettico difronte una realtà monocolore stava all'interno del suo essere un musicista complesso e ricercato. La sua grandezza stava semplicemente nel suo sangue.